LA DATAZIONE ARCHEOASTRONOMICA
DEL PAGUS RUTHENA DI PADOVA(*)

di Carlo Frison

L'impianto viario del quartiere attorno a via Rudena è di origine antica. In questo sito si sono trovate le più antiche capanne protostoriche di Padova. Le strade hanno orientamenti astronomici solitamente presenti nei siti pre-protostorici. Gli orientamenti vicini alla direzione sud indicherebbero l'osservazione di stelle della costellazione Centauro-Croce del Sud, visibili da Padova nell'XI secolo a.C.

Nell'VIII secolo a.C. Padova paleoveneta era una agglomerazione di villaggi sparsi entro due grandi anse contigue di un fiume. I dati archeologici sono numerosi in confronto a altre città padane, ma sempre insufficienti per chiarire tante questioni topografiche. Eppure, quanto è emerso negli ultimi decenni ha dato corpo all'idea che l'impianto viario moderno conservi gran parte quello antico risalente all'epoca paleoveneta. Nasce perciò la domanda sulle concezioni urbanistiche dei paleoveneti.
I villaggi più antichi, probabilmente risalenti fino all'ultimo periodo dell'età Bronzo, erano nell'ansa orientale. Qui, fortunatamente, nell'Ottocento e Novecento non ci sono state ripianificazioni distruttive dell'impianto viario medievale, che ha conservato la sua una interessantissima forma non reticolare ortogonale, costituita da una fascia di vie arcuate (indicate nella figura dalla punteggiatura) e da un'area pseudocircolare con strade rettilinee secondo direzioni astronomiche frequentemente trovare nei siti pre-protostorici.
L'area pseudocircolare, compresa tra via S. Francesco (A, nella figura) e l'ansa del fiume, ha un crocicchio centrale (chiamato "crosara del Santo") a metà della via del Santo, che risulta avere la maggiore altimetria dell'ansa. Dato che l'aumento di livello delle città è dovuto all'accumulo dei detriti da attività umane, questo è un'altro indizio che l'assetto viario non avrebbe subito mutamenti nel corso del tempo. Non mi sono note pubblicazioni di scavi archeologici nei pressi di questo centro, eppure la disposizione radiale delle vie suggerisce che sulla crosara del Santo ci fosse un luogo di culto nell'antichità. L'idea viene accreditata dalla misurazione degli azimut delle vie. Il segmento settentrionale della via del Santo è orientato secondo il meridiano e la via Galilei è orientata secondo l'equinozio. Si può dire che si tratta del cardo e del decunano, ma si può aggiungere che, esistendo solo il tratto dal centro verso nord, il cardo sarebbe stato determinato osservando il polo, e anche lungo l'equinoziale si osservava solo la levata, mancando il tratto verso il tramonto del sole. Questi due punti cardinali avrebbero avuto rilevanza religiosa nei tempi arcaici. Proseguendo i rilevamenti, abbiamo la via S. Chiara diretta secondo un lunistizio di amplitudine minore (azimut di circa 296°), la via Rudena secondo un lunistizio di amplitudine maggiore (azimut di circa 224°, verso i colli Euganei, con altezza visiva un po' meno di 1°) e la via Gaspara Stampa ha l'azimut di circa 279°, che potrebbe essere quello dell'osservazione della luna piena all'equinozio quando la declinazione lunare è pari all'inclinazione dell'orbita lunare.

Pagus Ruthena è il nome che gli archeologi danno al quartiere compreso tra la via San Francesco e l'ansa orientale del fiume che attraversava la città antica, In quest'area sono stati trovati i resti del più antico insediamento noto, risalente alla fine del secondo millennio a.C. Tutte le strade rettilinee di quest'area hanno orientamenti astronomici significativi. A: via s. Francesco, B: via Orto Botanico.

Restano da considerare le direzioni delle strade verso sud, che potrebbero essere verso le stelle della costellazione del Centauro, comprendente nell'antichità anche la Croce del Sud.Gli allineamenti dei siti archeologici verso la posizione delle stelle all'orizzonte sono molto più problematici di quelli della luna e del sole, comportando le grandi difficoltà aggiuntive della precessione e della estinzione della loro luminosità vicino all'orizzonte. Una regola approssimata dice che una stella diventa visibile nel cielo ad un'altezza sull'orizzonte approssimativamente pari alla sua magnitudine visuale. In questo modo una stella di prima magnitudine diventa visibile a 1 grado di altezza sull'orizzonte astronomico locale. Una di seconda magnitudine è visibile a due gradi e cosi via. Fatta questa premessa, è da considerare a livello ipotetico la vicinanza di datazione tra l'osservabilità di alcune stelle della Croce del Sud da Padova e la probabile esistenza di capanne presso via S. Chiara nel Bronzo finale. Consideriamo quindi le direzioni verso sud, radiali rispetto al centro suddetto. È notevole che la geometria dell'area occidentale della piazza del Santo sia complessivamente determinata da raggi uscenti dal centro. Il tratto meridionale della via del Santo e la facciata della chiesa del Santo hanno la stessa direzione. Anche la via dell'Orto Botanico (B, nella figura) e i lati occidentali della piazza sono radiali. La spiegazione sarebbe in una originaria pianificazione dettata da motivi astronomici e cultuali, testimoniata dalle direzioni verso stelle della Croce del Sud. Riproducendo con un planetario da computer il cielo delle epoche passate risulta che Gacrux, di magnitudine 1,6 e visibile in condizioni favorevoli almeno all'altezza di 1,5°, nel I secolo del II millenio a.C. sorgeva nella direzione di 160° misurati da nord (azimut), che è quella del tratto meridionale della via del Santo. Si potrebbe considerare anche il tratto della via Orto Botanico. Guardando verso il suo azimut, di 170°-172°, si poteva scorgere nello stesso secolo il sorgere di Becrux, stella di magnitudine 1,3. Ma anche Agena, sempre nello stesso secolo, sorgeva allo stesso azimut, però era già visibile a un'altezza un po' minore, avendo magnitudine 0,6. La differenza di declinazione tra Becrux e Agena era compensata dalla differenza di altezza di prima visibilità. Naturalmente si deve supporre un orizzonte libero da vegetazione, o perché la compagna era coltivata coltivata, o perché era disboscata appositamente per consentire l'osservazione del sorgere delle stelle.
Confrontando l'intervallo d'anni in cui era visibile la levata delle tre stelle, si ricava la datazione del sito all'XI secolo a.C. Tuttavia l'archeologia ha troppo pochi dati per affermare che a quell'epoca ci fossero grandi villaggi o grandi aree cultuali delimitate e orientate. Le tracce di capanne, trovate nel 1926 presso via S. Chiara, sarebbero attribuibili a un insediamento dell'età del Bronzo, secondo Cesira Gasparotto, cui ha dato il nome di pagus Ruthena. Certo è, però, che nessun ritrovamento paleoveneto o di epoca romana contrasta con l'attuale impianto viario. Le ipotesi fatte hanno dunque qualche appiglio. Prolungando la direzione del tratto meridionale della via del Santo fino alla basilica, si arriva al luogo del ritrovamento di una paletta votiva in bronzo, del V secolo a.C., recante incisa una figura di cavallo. È quindi certo che qui ci fosse un culto di questo cavallo, che potrebbe risalire all'epoca della datazione delle vie con le stelle della costellazione del Centauro. A questo punto, è molto probabile che sia frutto di una pianificazione l'uguale lunghezza di circa 275 metri delle quattro vie che si dipartono dal centro, e cioè la via Rudena, il tratto nord di via del Santo, la via Galilei e il tratto sud di via del Santo considerato però fino al luogo di ritrovamento della paletta incisa. Forse l'argomento migliore è il giudizio di maggior antichità da dare a una pianificazione radiale, non compatibile con i concetti urbanistici dell'età del Ferro, che si basavano sul reticolato ortogonale. Le vie a raggiera sarebbero una organizzazione dello spazio propria di tempi più antichi, rimasta solamente nella descrizione letteraria del templum radiale etrusco o nelle idealizzazioni di qualche autore antico.

Nota
(*) Sintesi e revisione degli articoli:
C. Frison, Padova protostorica in "Padova e il suo territorio", n. 23 (1990).
C. Frison, La datazione archeoastronomica del Pagus Ruthena di Padova, in "Bollettino. Gruppo astrofili di Padova", n. 18 (2002).


Settembre 2007.

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